VALUTAZIONE RISCHIO VIBRAZIONI

La Valutazione Rischio Vibrazioni, è una valutazione dei livelli di vibrazioni a cui sono esposti i lavoratori di un’impresa.
rischio vibrazioni Torino

Il D.Lgs. 81/08 e s.m.i. al capo III prescrive che il datore di lavoro faccia eseguire una valutazione specifica del rischio da esposizione a vibrazioni dei suoi lavoratori.

Solo con un’accurata valutazione e misurazione del livello di esposizione alle vibrazioni degli addetti sarà possibile valutare accuratamente il rischio ed individuare quali dispositivi di protezione impiegare e quali interventi fare per consentire ai propri lavoratori di operare in totale sicurezza.

L’esposizione alle vibrazioni può essere suddivisa in due tipologie principali in base alle parti del corpo coinvolte:

1. Esposizione del Sistema Mano-Braccio, conosciuta anche come HAV (Hand/arm vibration)
2. Esposizione del corpo intero, conosciuta anche come WBV (Whole Body Vibration)

Poiché l’attività lavorativa normalmente comporta diversi livelli di esposizione nell’ambito della giornata, deve essere valutato il livello medio di esposizione giornaliera, mediato nel tempo e ponderato in frequenza, e confrontato con i valori limite di esposizione e valori d’azione.

In base ai risultati il datore di lavoro elabora e applica un programma di misure tecniche o organizzative, volte a ridurre al minimo l’esposizione e i rischi che ne conseguono.

L’inosservanza di tale obbligo è sanzionato con l’arresto da tre a sei mesi o ammenda da 2.740,00 a 7.014,40 euro.

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Patologie dovute al rischio vibrazioni:
Dopo anni di esposizione alle vibrazioni professionali è possibile sviluppare una serie di problemi di natura vascolare (malattia di Raynaud), osteoarticolari (alcune lesioni si manifestano in determinate articolazioni), neurologiche (formicolii o alterazioni della
sensibilità), tendinee (tunnel carpale).

EFFETTI DELLE VIBRAZIONI TRASMESSE AL SISTEMA MANO-BRACCIO
L’esposizione a vibrazioni mano-braccio generate da utensili portatili e/o da manufatti impugnati e lavorati su macchinario fisso è associata ad un aumentato rischio di insorgenza di lesioni vascolari, neurologiche e muscolo-scheletriche a carico del sistema mano-braccio.
L’insieme di tali lesioni è definito Sindrome da Vibrazioni Mano-Braccio

La componente vascolare della sindrome è rappresentata da una forma secondaria di fenomeno di Raynaud definita “vibration-induced white finger” (VWF) dagli autori anglosassoni; la componente neurologica è caratterizzata da un neuropatia periferica prevalentemente sensitiva; la componente osteoarticolare comprende lesioni cronico-degenerative a carico dei segmenti ossei ed articolari degli arti superiori, in particolare a livello dei polsi e dei gomiti.
Alcuni studi hanno anche riportato un aumentato rischio di alterazioni muscolo-tendinee e di intrappolamento dei tronchi nervosi nei lavoratori che usano utensili vibranti.
Sulla base dei risultati di una recente revisione della letteratura epidemiologica, il National Institute of Occupational Safety and Health (NIOSH, USA) ha definito di “forte evidenza”
l’associazione tra esposizione occupazionale a vibrazioni mano-braccio e occorrenza di
lesioni neurovascolari e muscolo-scheletriche a carico degli arti superiori.

Sindrome del tunnel carpale
La sindrome del tunnel carpale è rappresentata da dolore e parestesie
(formicolii) a livello della superficie palmare delle prime tre dita ed a volte del quarto dito;
talvolta con irradiazione alla spalla. Si evidenzia una perdita di sensibilità e riduzione di
forza nei movimenti del pollice, con atrofia dei muscoli dell’eminenza tenar (area della
mano alla base del pollice).
La sindrome del tunnel carpale deriva da una compressione del nervo mediano
sul piano osseo, nel tratto in cui il nervo decorre a livello della regione palmare. E’ spesso
causato da microtraumi ripetuti sul palmo della mano, come si verifica nei lavoratori
esposti per anni all’uso di strumenti vibranti.

Angiopatia da vibranti
I disturbi vascolari da vibrazioni mano-braccio sono rappresentati da episodi di
vasospasmo digitale, classificati, sotto il profilo nosologico, come fenomeno di Raynaud
secondario.
Il fenomeno di Raynaud come malattia professionale è spesso secondario all’esposizione a fonti vibratorie ed è anche conosciuto come “Sindrome del dito bianco da vibrazione”.
Tale patologia compare generalmente dopo molti anni di esposizione alle vibrazioni di strumenti di lavoro.
La causa di tale fenomeno sembra essere un danno della parete dei vasi arteriosi digitali che si sviluppa per i microtraumi ripetuti indotti da strumenti vibratori e che determina intensa vasocostrizione o spasmo delle arterie, con riduzione dell’afflusso di sangue all’estremità delle dita

Neuropatia da vibranti
Vi è evidenza epidemiologica di una elevata occorrenza di ipo-parestesie, riduzione della sensibilità tattile e termica, e limitazione della capacità di manipolazione fine nei lavoratori esposti a vibrazioni mano-braccio rispetto a gruppi di controllo.

Cosa fare

Qualora risulti superato il livello di esposizione giornaliera A(8) di 2.5 m/s2
dovranno essere attuate le seguenti misure di tutela per i lavoratori esposti:

  • Adozione di sistemi di lavoro ergonomici che consentano di ridurre al minimo la forza di prensione o spinta da applicare all’utensile;
  • Adozione di cicli di lavoro che consentano di alternare periodi di esposizione a
    vibrazioni a periodi in cui il lavoratore non sia esposto a vibrazioni.
  • Impiego di DPI (guanti antivibranti).
  • Informazione sul rischio da esposizione a vibrazioni
    Il tutto deve essere riportato nel Documento di Valutazione Rischi – Valutazione Specifica del Rischio vibrazioni.

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